NUOVA CONVENZIONE CON IL TEATRO ALLA SCALA

ELSA Milano è lieta di annunciare una nuova promozione sull’Opera Elektra di Strauss, grazie all’accordo di partnership tra ELSA Milano e il Teatro alla Scala che vi permetterà di usufruire di biglietti a prezzi speciali in determinate date.

L’ Elektra, opera di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal (di seguito una descrizione più dettagliata), andrà in scena per i soci di ELSA Milano nelle date di mercoledì 14 e domenica 18 novembre, alle ore 20, a soli 30 euro per posti di prima categoria.  Si tratta di una riduzione di quasi il 90% rispetto al prezzo intero per gli stessi posti, che è di 250 euro circa. Inoltre, nella sola data di mercoledì 14 Novembre sarà possibile partecipare gratuitamente ad una introduzione dell’opera con visita backstage esclusiva prima dello spettacolo.

Qualora foste interessati, è necessario – entro e non oltre le ore 23.59 di giovedì 8 novembre p.v. – provvedere al pagamento della quota di 30,00 euro cad. a via bonifico bancario.

Eventuali accompagnatori non Soci e non interessati ad associarsi (qui, invece, il link per associarsi) potranno acquistare il biglietto a 40,00 euro, ottenendo in questo modo, ai sensi dell’art. 5/1c dello Statuto di ELSA Milano, la qualifica di “Soci Sostenitori”.

Contestualmente al pagamento, vi chiediamo di inviare gentilmente la ricevuta a seminarsconferences.milan@it.elsa.org con indicazione della data prescelta (14 o 18 novembre), del proprio nominativo, oltre che, in caso, quello dell’eventuale accompagnatore non socio.

 

Le credenziali per il bonifico sono le seguenti:

Destinatario: ELSA Milano

Banca: Banca Prossima

IBAN: IT89 M033 5901 6001 0000 0151 815

BIC: BCITITMX

Causale: FEE + ALLA SCALA + DATA SCELTA (14 o 18 novembre) + NOME + COGNOME [+ (solo se con accompagnatori) X2 (o X3/4/5…)]

[Fee per Soci: 30 euro; Fee per non Soci: 40 euro]

I biglietti saranno da ritirarsi direttamente in Biglietteria pochi giorni prima dello Spettacolo. Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci scrivendo a seminarsconferences.milan@it.elsa.or

 

L’ELEKTRA

La storia archetipica di Elektra continua ininterrottamente ad affascinare l’umanità da oltre 2500 anni.

La sua origine è radicata nella profonda saggezza del mito greco tramandato oralmente ed è stata resa immortale dalla trilogia dell’Oresteia di Eschilo, in cui si narra del ritorno a casa di Agamennone dalla guerra di Troia, della sua uccisione a tradimento da parte della moglie Clitemnestra e della conseguente vendetta dei figli Elektra e Oreste ai danni della loro madre. Una scia di sangue che ben rappresenta la logica arcaica della legge del taglione: “occhio per occhio, dente per dente, sangue per sangue”. Solo l’intervento della dea Atena al termine della trilogia spezzerà la catena di vendette istituendo la prima corte di giustizia, il tribunale ateniese dell’Aeropago.

Le suggestioni greche (in particolare la versione sofoclea della tragedia) hanno ispirato nel 1904

il drammaturgo austriaco Hugo von Hofmannsthal per la sua Elektra, che sarà poi il punto d’incontro fra lui e il compositore Richard Strauss, primo esempio di un lungo e fruttuoso sodalizio che darà vita a capolavori operistici quali Der Rosenkavalier, Ariadne auf Naxos Die Frau ohne Schatten. Nella sensibilità novecentesca viennese il topos letterario del

la vendetta contro la madre si carica inevitabilmente di implicazioni psicologiche, tanto freudiane quanto junghiane, emergendo alla portata di un tema universale, come doveva essere nell’originaria visione greca.

L’opera Elektra di Strauss e Hofmannsthal ebbe fin dalla sua nascita, nel 1909, un enorme impatto di pubblico e critica per la violenza emotiva e la dirompente carica innovatrice con cui i sentimenti sono esposti sulla scena. La protagonista, trattata come una schiava nella casa di suo padre, matura verso la madre e la corte che la circonda un risentimento sempre maggiore, covando propositi matricidi che si liberano in una gioia sfrenata quando finalmente il fratello Oreste torna a casa per fare giustizia. La scrittura musicale di Strauss richiede per questa partitura straordinaria un organico orchestrale inaudito, il più largo e nutrito di tutto il repertorio operistico, con una ricchezza di percussioni e strumenti idiofoni che spingono la sonorità ai suoi eccessi. Le voci egualmente sono chiamate nella densità di 1h45′ di spettacolo ad uno sforzo espressivo immane, sovraccarico di tensione.

Nelle recite alla Scala tornerà la celebrata regia del grande regista francese Patrice Chéreau, che con questo spettacolo firmò il suo testamento pochi mesi prima di morire nel 2013. Un dovuto omaggio, a cinque anni di distanza, ad una delle figure più importanti del teatro del dopoguerra. La sua lettura è tesa, rigorosa ma ricca di calore umano. La critica la elogio unanimemente: Alberto Arbasino sul Corriere parlò di “Smisurato espressionismo su scenari monumentali”, Angelo Foletto su La Repubblica di “una trionfale consacrazione”. L’occasione per rivivere questo spettacolo d’antologia è impreziosita dal ritorno del leggendario direttore d’orchestra Christoph von Dohnányi sul podio di un’opera alla Scala, dove manca da 40 anni. Von Dohnányi, nato a Berlino nel 1929, è figlio del celebre giurista Hans von Dohnanyi e nipote del teologo Dietrich Bonhoeffer, enrambi uccisi nei campi di sterminio per opposizione al nazismo nel 1945. Egli stesso è stato studente di legge a Monaco prima di dedicarsi interamente alla musica, divenendo già negli anni 50 direttore stabile di vari teatri in Germania. Oggi è considerato fra i massimi direttori viventi, con speciale predilezione proprio per Strauss e il repertorio tedesco.